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quarta-feira, 31 de março de 2010

I due Foscari (XI)

O Conselho, por meio de seu porta-voz Loredano, anuncia que decidiu que Francisco, devido à idade, deve desistir de sua posição como Doge.

Irado, ele denuncia sua decisão: Questa è dunque l'iniqua Mercede / "E esta é a recompensa injusto ...". Quando a sua nora entra e se lhe dirige com o título familiar "Prince", ele declara: "Prince! Que eu era, agora não sou mais ".

Só então, o sino de San Marco é ouvido, anunciando que um sucessor seja escolhido., Francisco reconhece que o fim chegou: Quel selvagens bronzo / "O golpe de fatal".

Quando o sino toca de novo, ele cai morto

LUCREZIA:
Padre . . . mio prence . . .

DOGE:
Principe!
Lo fui, or più nol sono.
Chi m'uccideva il figlio
ora mi toglie il trono . . .
Vieni, fuggiam di qui.

(Prende per mano Lucrezia e s'avvia, quando è colpito dal suono delle campane di San Marco)

Che ascolto! . . . Oh ciel! Salutano
Me vivo un successor!

LOREDANO: (avvicinandosi al Doge con gioia)
In Malipier di Foscari
s'acclama il successor.

BARBARIGO e CORO: (a Loredano)
Taci, abbastanza è misero;
rispetta il suo dolor.

LUCREZIA:
(Oh cielo! Già di Foscari
s'acclama il successor!)

DOGE:
(Quel bronzo ferale
che all'alma rimbomba,
mi schiude la tomba,
sfuggirla non so.
D'un odio infernale
la vittima sono . . .
Più figli, più trono,
più vita non ho!
Quel bronzo ferale, ecc)

LUCREZIA:
(Quel bronzo ferale
che intorno rimbomba,
com'orrida tromba
vendetta suonò)
(al Doge)
Nell'ora fatale
sii grande, sii forte,
maggior della sorte
che sì t'oltraggiò.

LOREDANO:
Il suono ferale
che intorno rimbomba,
com'orrida tromba
vendetta suonò.
Quest'ora fatale
bramata dal core,
più dolce fra l'ore
alfine suonò.

BARBARIGO e CORO
Tal suono ferale
che all'alma rimbomba,
più presto la tomba
dischiudergli può.
Ah, troppo fatale
quest'ora tremenda:
La sorte più orrenda
su desso gravò.

DOGE:
Ah, morte è quel suono!

LUCREZIA:
Fa core . . .

DOGE:
Mio figlio! . . .
(Cade morto)

LOREDANO: (scrivendo sopra un portafoglio che trae dal seno)
"Pagato ora sono!"

TUTTI:
D'angoscia spirò!


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